Le origini dell’identità gastronomica marchigiana

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Nel trentennio che segue l’integrazione delle Marche nello Stato Unitario vengono pubblicati a Loreto due ricettari anonimi che, per la prima volta, si dichiarano ispirati a una cucina definita “marchigiana”.
Il primo, Il Cuoco delle Marche, poi identificato come opera di un frate cappuccino, Francesco Moriconi, pubblicato nel 1864, fa da apripista e il secondo, Il Cuoco perfetto marchigiano, edito nel 1891, ha già trasformato la consapevolezza dell’importanza della tradizione alimentare locale nel requisito di un cuoco professionista, identificato dall’aggettivo perfetto usato nel titolo.
Si tratta di un fenomeno che interessa diverse cucine regionali italiane, fatte oggetto di inedita attenzione proprio negli anni postunitari. Per un solo apparente paradosso è l’unificazione politica a favorire l’attenzione per le diverse culture locali della nuova nazione.
I due ricettari pubblicati e commentati in questo libro si cimentano in un’operazione sofisticata di raccolta, preziosa documentazione e codifica della tradizione gastronomica marchigiana che diventerà nel tempo un canone identitario ed un potente veicolo culturale di valori civici locali.

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